Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio”. Gesù non evita i villaggi, ma insieme al gruppo dei discepoli e delle discepole li attraversa, incontrando persone di ogni condizione. Sulle strade e nei villaggi il Signore ha predicato, guarito, consolato; ha incontrato gente di tutti i tipi – come se tutto il “mondo” fosse lì presente – e non si è mai sottratto all’ascolto, al dialogo e alla prossimità. Si apre per noi il cantiere della strada e del villaggio, dove presteremo ascolto ai diversi “mondi” in cui i cristiani vivono e lavorano, cioè “camminano insieme” a tutti coloro che formano la società; in particolare occorrerà curare l’ascolto di quegli ambiti che spesso restano in silenzio o inascoltati: innanzitutto il vasto mondo delle povertà: indigenza, disagio, abbandono, fragilità, disabilità, forme di emarginazione, sfruttamento, esclusione o discriminazione (nella società come nella comunità cristiana), e poi gli ambienti della cultura (scuola, università e ricerca), delle religioni e delle fedi, delle arti e dello sport, dell’economia e finanza, del lavoro, dell’imprenditoria e delle professioni, dell’impegno politico e sociale, delle istituzioni civili e militari, del volontariato e del Terzo settore.


Domande per stimolare la condivisione di esperienze

  • In quali situazioni ho fatto parte/ho riconosciuto delle differenze e minoranze che chiedevano una specifica attenzione da parte della comunità cristiana? Sono state ascoltate?
  • Come cristiano, nella mia comunità ecclesiale, quando ho imparato qualcosa o ricevuto da altre realtà sociali, non ecclesiali?
  • In quali circostanze mi è sembrato che il linguaggio della Chiesa fosse un “ecclesialese”? Dove invece ho riscontrato un linguaggio fresco e capace di arrivare a tutti? Quali condizioni hanno favorito ciò?